Domani è l'ultimo giorno di lezione prima di una pausa di una decina di giorni, pausa che casca perfetta per farmi tirare il fiato ma che a conti fatti porta con se una mole di lavoro massiccia. Come al solito sono vacanze finte. C'è da dire però che ridendo e scherzando siamo già a metà semestre e il tempo vola. Sono al lavoro su un paio di progetti che pubblicherò presto e che spero siano i primi di una lunga serie. E' di oggi invece la pubbliazione su Extra della mia recensione del concerto dei Massive Attack di cui ho parlato nello scorso post, mentre in settimana arriveranno una buona infornata di tutte le altre che ho in sospeso e credetemi, sono davvero una quantità esorbitante. Sono cosciente anche del fatto che dovrei mettermi al pari con i link qui sul blog per permettervi di reperirle con più facilità, discorso che vale anche per l'elenco concerti del mese di novembre. Lo farò presto. Per ora vi basti sapere che i prossimi concerti sono gli IN FLAMES giovedì sera al Live di Trezzo, probabilmente gli ISIS lunedì 23 al Musicdrome, SICK TAMBURO martedì 24 al latte+ e i Mùm domenica 29 al forum di Assago. Forse c'è la possibilità anche di vedere il TEATRO DEGLI ORRORI al neonato Kortocirkuito di Rovato sabato 28, ma è poco più di una speranza. Ho deciso quindi di portarli qui sul blog per celebrare l'uscita di A SANGUE FREDDO, secondo strepitoso album dopo il capolavoro DELL'IMPERO DELLE TENEBRE del 2007. Sono per quanto mi riguarda, la cosa più bella che la musica italiana abbia partorito negli ultimi dieci anni e non posso far altro che accodarmi alla sempre più nutrita schiera di ammiratori che si sta generando. Fortunatamente non li ho scoperti oggi ma posso dire di averli goduti dal principio grazie ad una delle solite imbeccate di Ercole. La canzone del giorno è la titletrack del nuovo album nonchè singolo. A SANGUE FREDDO è un pezzo necessario, il grido che serve a quest'Italia musicale e non. Pubblico la versione altrenativa del video perchè la preferisco di gran lunga a quella ufficiale. Prendo dalla recensione di Rockol:
"La title-track, scelta anche come primo singolo, è dedicata allo scrittore e attivista nigeriano Ken Saro Wiwa, impiccato nel 1994 per essersi opposto alla sfruttamento del Delta del Niger da parte delle multinazionali del petrolio (in particolare la Shell). Un tema forte per un pezzo deciso, chitarre in prima linea a difenderci dai “ladri in limousine” ed a ricordarci, alla De Gregori, che “hanno ammazzato Ken Saro Wiwa, Saro Wiwa è ancora vivo”. Insomma, hanno ammazzato la musica italiana. Anzi, la musica italiana è ancora viva. Il Teatro degli Orrori ne sono la dimostrazione migliore, un disco a cui non si può chiedere nulla di più: aggressivo, melodico, noise, cantautorale, pazzo e lucido.
Padre Nostro perdonali perchè sanno benissimo quello che fanno. E lo fanno da Dio. "
io non mi arrendo
mi avrete soltanto
con un colpo alle spalle
io non dimentico
e non mi arrendo
io non dimentico
è nell’oblio che un uomo
è nell’indifferenza che un uomo
un uomo vero
muore davvero
